INTRODUZIONE

 

 

Il termine borsa valori, indica oggi un mercato per la compra–vendita di titoli di società, strumenti finanziari e valute estere. L’attuale impianto giuridico della borsa italiana è stabilito dal TUF, il testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, nel quale sono state inserite diverse disposizioni europee contenute nella direttiva europea sui servizi di investimento (SIM: società investimento mobiliare). L’attuale disciplina, prevede che l’organizzazione della borsa e degli altri mercati abbia carattere di impresa e sia affidata a società per azioni, anche senza scopo di lucro; queste società di gestione, sottoposte alla sorveglianza della CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), deliberano il regolamento del mercato; inoltre precisa il ruolo delle società di gestione e cosa il regolamento del mercato deve determinare. Sempre secondo il TUF, è la CONSOB che deve rilasciare l’autorizzazione all’esercizio dei mercati regolamentati una volta accertata la sussistenza dei requisiti e assicurata la conformità del regolamento di borsa con le discipline europee. I prezzi che si formano nella borsa valori, detti tecnicamente quotazioni o corsi, rappresentano i “valori correnti” o “valori di mercato” dei diversi titoli trattati. Sono prezzi volatili, ossia soggetti a frequenti e spesso ampie variazioni che derivano dall’intensificarsi o dall’attenuarsi delle richieste d’acquisto e dalle proposte di vendita. Le quotazioni più volatili, maggiormente esposte agli “umori” della borsa valori, sono quelle delle azioni perché si tratta di titoli che rappresentano il capitale di rischio delle imprese. Meno esposti a brusche oscillazioni sono le quotazioni delle obbligazioni, (capitale di debito) mentre ancora più stabili sono le quotazioni dei titoli del debito pubblico (emessi dallo stato e dagli enti pubblici territoriali). A determinare i cambiamenti di umore della borsa valori, che si riflettono prontamente sul livello delle quotazioni, concorrono molteplici elementi, come le notizie sulla situazione politica ed economica generale, i dati riguardanti le condizioni dei vari settori produttivi, le voci sui vari provvedimenti in preparazione, le aspettative sull’andamento economico degli enti e delle società che hanno emesso titoli, le delibere prese dai rispettivi consigli di amministrazione e dalle assemblee degli azionisti. Anche il fenomeno della globalizzazione, che ha moltiplicato le opportunità di investire e disinvestire nelle diverse borse valori del mondo, accentua i rischi di forti sbalzi delle quotazioni dei titoli. Infatti il mercato globale è esposto a tensioni che, provenienti talvolta da paesi lontani e originate da fatti anche non economici, possono scuotere con forza i mercati capitali. Ma come viene effettuata la contrattazione dei titoli? Siamo abituati a pensare alla borsa come a un luogo nel quale si rincorrono urla e confusione, e che  ugualmente conserva un carattere un po’ scalare una sorta di tempio laico della finanza. Ma l’epoca delle grandi borse “fisiche”, delle “grida” è finito. Al suo posto? Gli anonimi, velocissimi, smaterializzati scambi in rete.

L’idea di trading online ebbe origine nel 1982 per opera di un fisico americano, Bill Porter fondatore di E-trade (http:// www.entrade.com) il più grande operatore di mercato della rete, che la sperimentò sui primi servizi telematici ben prima della diffusione di internet.

L’obbiettivo di Porter era dare possibilità a tutti gli investitori di operare autonomamente in borsa, facoltà che fino a quel momento era prerogativa dei soli mediatori professionali. Sono sempre più numerosi gli Istituti di Credito e le Società di Intermediazione Mobiliare che mettono a disposizione degli utenti della Rete i propri servizi online, dal controllo del proprio conto corrente all’opportunità di “giocare in borsa”, l’obbiettivo di incrementare il quantitativo di contrattazione di borsa è perseguito dalla normativa di non imporre più il lotto minimo d’acquisto.

Per operare direttamente da casa, o dall’ufficio con il proprio computer ed effettuare la compravendita di titoli online sulla piazza italiana è necessaria la preventiva autorizzazione dei gestori del servizio. L’ attivazione del servizio presso una banca richiede l’apertura di un conto corrente presso uno degli istituti che hanno già attivato il servizio di trading online. L’attivazione del servizio presso una Società di Intermediazione Mobiliare si effettua invece, tramite un bonifico bancario indirizzato alla SIM stessa, il versamento comporta l’istituzione di un proprio dossier titoli nel quale vengono prelevati e versati i proventi delle transazioni effettuate. Nel caso in cui il cliente avesse attivati il servizio di home banking nella banca dove effettua il bonifico potrà effettuare l’operazione completamente online. In entrambi i casi, all’utente vengono fornite una user ID (nome in codice del cliente) e una password con le quali operare online sui mercati italiani e internazionali se la SIM lo permette. Un esempio eclatante di come gli andamenti delle borse valori a livello locale e mondiale risentono di elementi anche estranei alle situazioni economiche e finanziarie delle imprese, è dato dal crollo delle Twin Towers in seguito all’attacco terroristico contro l’America, vediamo l’effetto di tale avvenimento sulla borsa di New York.